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Confagricoltura
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ogmNon c’è nessuna evidenza di rischio per la salute umana, animale o ambientale dal mais transgenico, ossia geneticamente modificato con geni di altre specie. Lo ha indicato il primo studio che ha raccolto dati relativi a 21 anni di coltivazioni in tutto il mondo, pubblicato sulla rivista Scientific Reports e coordinato dall’Italia, con l’Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant’Anna e dell’Università di Pisa.
La nostra Organizzazione ha sempre sostenuto che, sugli Ogm, serve un approccio laico e aperto e comunque la scienza deve essere lasciata libera di studiare e sperimentare. Vent’anni di divieti hanno portato a perdite consistenti nelle rese e nel reddito degli agricoltori italiani. A questo punto è necessario che in Italia venga rivista la norma che vieta la coltivazione di Ogm, peraltro già ampiamente usati nella filiera di produzione delle nostre Dop. Senza restare prigionieri di un dibattito ideologico che non ci porta da nessuna parte, ora è fondamentale cambiare passo e lasciare la possibilità della sperimentazione in campo.