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Confagricoltura 
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scontrinoDal 1° gennaio 2020 è entrato in vigore l'obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica all'Agenzia delle Entrate dei dati dei corrispettivi giornalieri; per le imprese con volume d'affari superiore a 400.000 euro l'obbligo decorreva invece già dal 1° luglio 2019. In pratica, per tutte le vendite di beni e prestazioni di servizi ai consumatori finali sarà necessario memorizzare i dati dei corrispettivi in forma elettronica, attraverso il registratore di cassa telematico, in modo che al momento della chiusura giornaliera si possa generare un file in formato xml che va trasmesso all'Agenzia delle Entrate. Tra i soggetti interessati, per quanto riguarda il settore agricolo, vi rientrano coloro che attualmente emettono ricevute fiscali: agriturismi e soggetti che effettuano vendite a privati consumatori finali. Il consumatore finale non riceverà più uno scontrino o una ricevuta ma un documento commerciale, che non ha valore fiscale ma che potrà essere conservato come garanzia del bene o del servizio pagato, ad esempio per un cambio merce.
L'invio telematico dei corrispettivi farà venir meno l'obbligo di emettere lo scontrino/ricevuta fiscale; al posto di questi documenti, per documentare l'operazione, è prevista l'emissione di un “documento commerciale”.
Ricordiamo che gli agricoltori che applicano il regime speciale IVA sono esonerati dall'emissione degli scontrini/ricevute fiscali (quindi anche dal descritto invio telematico) per le vendite dei prodotti agricoli ai consumatori privati.
Viste le difficoltà riscontrate, sino al 30 giugno 2020 non saranno applicate sanzioni per le imprese che nel 2018 hanno conseguito un volume di affari non superiore a 400.000 euro e che in tale semestre continueranno ad emettere scontrini/ricevute fiscali cartacei, purchè entro la fine del mese successivo provvedano a trasmettere in via telematica i corrispettivi annotati sul registro.
Si ricorda che, solo per gli anni 2019 e 2020, per l’acquisto del registratore telematico o per l’adattamento del vecchio registratore di cassa è stato previsto un contributo sotto forma di credito d’imposta nella misura complessivamente pari, per ogni strumento, al 50% della spesa sostenuta, per un massimo di 250 euro in caso di acquisto e di 50 euro in caso di adattamento.