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Confagricoltura
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Con decreto del MEF, di concerto con il MIPAAF, sono state innalzate le percentuali di compensazione ai fini IVA, di cui all’art. 34, c. 1, del D.P.R. n. 633/72, per le cessioni di legno e di legna da ardere, e precisamente dal 2 al 6%.
Come segnalato in gennaio 2019, già la Legge di Bilancio 2019 aveva previsto l’innalzamento della percentuale di compensazione, a valere dal 1 gennaio 2019, rinviando però ad apposito decreto per l’individuazione dell’esatta misura dell’incremento (nel limite massimo di spesa di 1 milione di euro annui). Il decreto in parola ha stabilito, appunto, la nuova misura della percentuale di compensazione al 6% per le cessioni riguardanti:
1) legna da ardere in tondelli, ceppi, ramaglie o fascine; cascami di legno compresa la segatura (v.d. 44.01), di cui al numero 43 della tabella A - Parte prima- allegata al DPR n. 633/72);
2) legno semplicemente squadrato, escluso il legno tropicale (v.d. 44.04), di cui al numero 45) della tabella A - Parte prima - allegata al DPR n. 633/72);
Di contro, lo stesso decreto non considera la voce 44 della stessa tabella A, Parte prima, allegata al DPR n. 633772, che riguarda il legno rozzo, anche scortecciato o semplicemente sgrossato, potendo creare, presumibilmente, qualche problema applicativo di distinzione tra le varie categorie di legname.
In considerazione della decorrenza dell’incremento dal 1 gennaio 2019, i produttori di legname potranno recuperare la maggiore imposta detraibile, per le liquidazioni periodiche IVA già effettuate, in sede di dichiarazione annuale.