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Confagricoltura 
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L’Italia ha sollevato di recente in sede UE un problema molto preoccupante per la risicoltura europea: l’aumento ingente delle importazioni all’interno della UE di riso lavorato in confezioni fino a 20 kg; nei primi 7 mesi della campagna attuale la crescita è stata del +55% rispetto allo stesso periodo della scorsa campagna; tra l’altro l’import si va spostando dal riso lavorato sfuso al riso lavorato confezionato. Per quanto riguarda i Paesi di origine del prodotto, questi sono per lo più Thailandia e Cambogia. La commercializzazione di riso confezionato destinato al consumo finale permette, tra l’altro, ai Paesi esportatori di creare reti commerciali e di aumentare la fidelizzazione delle catene di distribuzione, sottraendo spazio agli operatori UE.
L’Italia ha chiesto alla UE di monitorare il fenomeno, perché potrebbe derivarne un danno ingente per il prodotto italiano ed europeo; occorrerà senz’altro valutare la possibilità di bloccare l’import di riso confezionato oppure di prevedere tariffe specifiche, perché è di tutta evidenza che il dazio imposto a inizio 2019 tramite la clausola di salvaguardia non è in grado di contrastare questo fenomeno di import incontrollato.