Immagine
Confagricoltura
Milano Lodi e Monza Brianza

 

da sempre al servizio dell'Agricoltura e delle Imprese Agricole

 


Si avvisano i soci che tengono il Servizio di Contabilità IVA presso la nostra struttura che le Fatture Elettroniche di acquisto e di vendita sono visualizzabili e stampabili nell’ area documentale sezione area contabile su portale di Confagricoltura Milano Lodi e Monza Brianza all’ indirizzo internet https://www.myinfinityportal.it/mipunionservice/jsp/login.jsp, previa richiesta delle credenziali di accesso presso gli Uffici Zona attraverso sottoscrizione di un modulo di richiesta.
Si avvisa inoltre che la consegna del fac simile della fattura di vendita, da compilare e inviare in formato elettronico da parte degli uffici zona al Sistema di interscambio della Agenzia delle Entrate, dovrà essere inviata alle seguenti email sottoelencate in base all’ Ufficio Zona di riferimento:
- Zona Albairate: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
- Zona Codogno: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
- Zona Lodi: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
- Zona Melegnano/Melzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
- Zona Milano: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

E’ programmata per giovedì 20 dicembre prossimo, a Lodi, una conferenza stampa del nostro Presidente Antonio Boselli, che vuole incontrare i giornalisti per fare con loro “il punto” dell’annata conclusa e illustrare le problematiche più urgenti per il nostro settore, da portare all’attenzione non solo delle istituzioni ma anche dei cittadini/consumatori. Coadiuvato dal Direttore Luigi Curti, Boselli farà il quadro della situazione e risponderà alle domande dei giornalisti intervenuti.

Lunedì 17 dicembre si terrà il Consiglio Direttivo della Confagricoltura Milano Lodi e Monza Brianza, cui seguirà, come ogni anno, il Consiglio allargato a tutti i componenti dei Consigli dei nostri 3 Sindacati di Categoria e delle 12 Sezioni di Prodotto; la riunione, a cui parteciperanno anche personalità del mondo istituzionale ed agricolo (al momento hanno dato la conferma della presenza Pietro Foroni, Claudio Pedrazzini e Angelo Ciocca), sarà l’occasione anche per uno scambio di Auguri in vista delle imminenti Festività Natalizie.

La nostra Confederazione sta seguendo attentamente il dibattito sulla Riforma PAC 2021/2027, sia a livello comunitario che nazionale, e sta formulando una propria posizione in merito ai numerosi punti del dossier, a difesa degli interessi delle aziende associate.
Attualmente, l’attenzione è stata focalizzata su 6 aspetti di carattere generale, sui quali Confagricoltura si è espressa come di seguito:
1. mantenimento al livello attuale delle risorse complessive destinate al settore agricolo europeo, senza i paventati tagli;
2. contrarietà alla forte “impronta ambientale” data alla Riforma;
3. contrarietà al meccanismo della “convergenza esterna”, tra Stati membri;
4. perplessità e preoccupazione in merito al meccanismo della “convergenza interna”, tra aziende agricole;
5. contrarietà al “pagamento redistributivo”, alla “degressività” e al “capping”;
6. preoccupazione per il nuovo modello di gestione della PAC/PSR, che prevede una programmazione unica nazionale (PSN): non tanto per un ipotetico rischio di “rinazionalizzazione” della PAC, quanto piuttosto per lo strapotere che avrà la Commissione UE di decidere in merito ai diversi PSN dei vari Stati membri (troppo potere discrezionale e possibilità di ingerenza).

Terminiamo la breve illustrazione delle bozze dei Regolamenti sulla PAC post 2020, che abbiamo iniziato sul nr 15 de “L’Agricoltore”, dedicando questo numero alle norme relative allo Sviluppo Rurale.
Innanzitutto, anche le misure di sviluppo rurale saranno integrate nell’unico PSN (Paino Strategico Nazionale) della PAC (quindi non vi saranno più 20 PSR diversi in Italia).
Poi, la proposta di Regolamento riduce l’attuale elenco pletorico di misure e sottomisure dei PSR (sono circa 70!!), in sole otto tipologie di intervento: impegni agroambientali e climatici; vincoli naturali o vincoli territoriali specifici; svantaggi territoriali specifici; investimenti; insediamento dei giovani e avvio di nuove imprese; gestione del rischio; cooperazione; scambio di conoscenze e informazioni. Dopodichè viene lasciata ampia libertà agli Stati membri di definire le misure e le operazioni per ciascuna delle 8 tipologie di intervento, per realizzare sistemi adatti e aderenti alle esigenze delle singole agricolture nazionali.
La proposta di Regolamento si limita quindi a dettare alcune indicazioni specifiche; eccone alcune: gli Stati membri sono obbligati a prevedere gli impegni agro-climatico-ambientali nei loro PSN, destinandovi almeno il 30% del budget complessivamente previsto per lo sviluppo rurale. Il sostegno per gli investimenti continua a non essere erogabile per alcune spese come l’acquisto di diritti di produzione e titoli all’aiuto e l’acquisto di terreni (tranne quelli acquistati dai giovani tramite strumenti finanziari). Il massimale per l’insediamento dei giovani agricoltori è portato a 100mila euro. Gli Stati membri sono obbligati a prevedere nel PSN la programmazione degli “strumenti per la gestione del rischio”; gli incentivi sono previsti per gli interventi finalizzati a promuovere le assicurazioni agevolate ed i fondi mutualistici, per perdite della produzione o del reddito pari almeno al 20% rispetto alla produzione/reddito medi; il sostegno è pari al 70% dei costi ammissibili; per i fondi mutualistici sono finanziabili anche le spese di costituzione.

Proseguiamo con l’illustrazione delle bozze dei Regolamenti, uscite a giugno 2018, che andranno a normare la futura PAC dopo il 2020 (per il settennio 2021/2027).

Sul numero scorso sono state descritte le 5 tipologie di pagamenti diretti definiti dalle nuove norme; tali pagamenti saranno regolati dai seguenti meccanismi:

  • come è attualmente, gli agricoltori dovranno rispettare le norme di condizionalità, che sarà per così dire “rafforzata” in quanto, oltre alle norme di condizionalità vera propria (CGO e BCAA), comprenderà anche alcuni degli attuali impegni di greening e altri nuovi impegni; ad esempio, la diversificazione sarà sostituita dalla rotazione delle colture, dovranno essere introdotti uno “strumento per la gestione dei nutrienti” e nuovi impegni “per la protezione dei suoli ricchi di carbonio”;
  • verranno inaspriti i meccanismi della degressività e del plafonamento degli aiuti: la proposta della UE (che peraltro potrà subire modifiche, lo sottolineiamo) stabilisce che già al di sopra dei 60 mila euro i pagamenti PAC dovranno essere ridotti progressivamente, sino al tetto dei 100 mila euro, oltre il quale non sarà erogato alcun importo. Tali tagli dovranno però essere applicati ai pagamenti soltanto DOPO avervi sottratto i costi per la manodopera;
  • il concetto di “agricoltore attivo” (requisito che attualmente deve essere rispettato dagli agricoltori che vogliono beneficiare dei contributi PAC) viene sostituito da quello di “agricoltore vero e proprio”, la cui definizione dovrà essere stabilita dallo Stato membro;
  • si potrà, come è attualmente, scegliere di aderire al regime dei “piccoli agricoltori”, che ricevono un pagamento forfetario.

Proseguiamo con l’illustrazione delle bozze dei Regolamenti, uscite a giugno 2018, che andranno a normare la futura PAC dopo il 2020 (per il settennio 2021/2027).
I PAGAMENTI DIRETTI PAC
La nuova PAC prevede che siano erogate 5 tipologie di pagamento:
1. un “pagamento di base”, che in pratica è la riedizione dell’attuale pagamento disaccoppiato erogato mediante titoli;
2. un “pagamento ridistributivo”, istituito a favore delle piccole imprese, che consiste in un pagamento aggiuntivo a quello di base, erogato per un importo e per un numero (eventualmente per fasce) di ettari decisi dagli Stati membri;
3. un “pagamento aggiuntivo per i giovani” agricoltori simile a quello già attualmente previsto;
4. un “pagamento ecologico” (“regime per il clima e l’ambiente” o “eco-scheme”, in inglese), erogato agli agricoltori che facoltativamente si assumono impegni ambientali che vanno al di là dei minimi requisiti ambientali obbligatori (condizionalità-) e che sono diversi e distinti dagli impegni previsti dalle misure agro-ambientali dello sviluppo rurale;
5. un “pagamento accoppiato”, anche in questo caso molto simile al regime attuale dei premi accoppiati (latte, macellazioni, riso, etc).
Per quanto riguarda il “pagamento di base”, che sostituirà gli attuali pagamenti titoli e greening, lo Stato membro potrà scegliere tra due opzioni:
a) optare per un sistema di “aiuto unico” (in inglese flat rate), cioè, in pratica versare un valore uniforme ad ettaro, o eventualmente differenziato per territori;
b) mantenere il sistema di titoli storici. In questo caso, nel primo anno di entrata in vigore della nuova normativa (domanda unica 2021, in base alle proposte), i titoli verrebbero ricalcolati in base alle nuove dotazioni finanziarie e in funzione dei pagamenti (pagamento titoli + pagamento greening) che ciascun beneficiario ha percepito nel 2020. In ogni caso dovrà essere attuata, entro il 2026, una “convergenza” del valore dei titoli verso un valore medio unico (tagliando i titoli di maggior valore ed incrementando quelli di valore più basso).